Menfi

Menfi sorge nella Valle del Fiume Belìce, su terre fertili ed accoglienti già coltivate dal popolo dei Sicani fin dall’VIII secolo a.C.

Occupato dai coloni greci di Selinunte intorno al V secolo, il territorio di Menfi è stato nei secoli successivi abitato dai romani, dagli arabi e dai normanni. Nel 1239 fu proprio l'Imperatore Federico II di Svevia ad erigere un poderoso castello fortificato sui resti dell’antico casale arabo di Burgimilluso, i cui ruderi sono ancora oggi visibili nella Piazza Vittorio Emanuele.

Intorno al Castello, il primo nucleo urbano di Menfi fu edificato dalla famiglia Aragona Tagliavia Pignatelli, che nel 1518 ricevette dal Re Carlo V di Spagna la licenza di fondare la città. Da allora, il borgo ha vissuto una costante espansione fino agli inizi del ‘900, quando le antiche masserie vennero sostituite da nuovi caseggiati arricchiti da portici e balconate coperti di tegole e decorati con rivestimenti ceramici.

Nel 1968 la città subì notevoli danni a causa del terremoto che sconvolse la Valle del Belice, di cui sono ancora visibili i segni nella struttura urbana.

 

Oggi Menfi è un centro prevalentemente agricolo, caratterizzato da uno splendido paesaggio rurale che si estende dai 400 m.t. di altezza fino al livello del mare, dove spiagge di sabbia dorata si dipanano per chilometri lungo un ampio golfo di incontaminata bellezza.

Olio e vino costituiscono da sempre le produzioni principali di un’agricoltura florida e sostenibile. Il legame del vino con la storia di Menfi è antico: Stefano di Bisanzio colloca proprio nel territorio di Menfi l’ubicazione dell'antica città di Inycon, ponendo l’accento sull'eccellenza dei suoi vini che, nei secoli, hanno costituito una fondamentale risorsa economica per gli abitanti.

La viticoltura è il settore primario che sorregge l’economia del paese che, insieme ai Comuni di Santa Margherita di Belìce, Montevago e Sambuca, costituisce il distretto delle “Terre Sicane” e della omonima Strada del Vino.

Il panorama ampelografico, costituito fino a pochi decenni fa dalle storiche varietà di origine greca quali il Catarratto, l’Inzolia e il Grecanico, ha subìto un radicale rinnovamento grazie alla valorizzazione di alcune varietà autoctone come il Nero d'Avola e il Grillo e l'introduzione di molti vitigni internazionali, la cui produzione è disciplinata dalla Denominazione di Origine Controllata Menfi istituita nel 1995.

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