Menfi

Menfi sorge nella valle del fiume Belice, in una fertile terra già coltivata e abitata dai Sicani, dai coloni greci di Selinunte, dai romani, dagli arabi, dai normanni e dall'imperatore Federico II di Svevia, che fece edificare nel 1239 un poderoso castello. Oggi Menfi è un paese prevalentemente agricolo, che fonda la sua economia sulla coltivazione della vite. Questa è la costante di un paesaggio rurale che si estende da un altopiano di 400 m.t. di altezza fino al mare. Il legame del vino con la storia di Menfi è antico: Stefano di Bisanzio, narrando dell'antica città di Inycon, primo insediamento urbano nell'area risalente all'epoca della Magna Grecia, pone l’accento sull'eccellenza dei suoi vini. La spiaggia sabbiosa si estende per tutta la lunghezza del golfo in un ambiente rilassante caratterizzato dalla scarsa presenza di proprietà immobili.

Al Centro dell'antico centro abitato, voluto dagli Aragona Tagliavia Pignatelli, è presente la piazza con la Chiesa maggiore e il palazzo baronale con l'antica torre del castello sorto per opera di Federico II. Tra la fine dell'880 e l'inizio del ‘900, antiche masserie vennero sostituite da nuovi caseggiati arricchiti da portici e balconate coperti di tegole e decorate con rivestimenti ceramici. La viticoltura è oggi il settore primario che sorregge l’economia del paese, che insieme al comune di Santa margherita, Montevago e Sambuca, costituisce il distretto delle “Terre Sicane”, così chiamato perché anticamente abitato dai Sicani.
Il panorama vitivinicolo, costituito fino a pochi decenni fa da pochi vigneti, quali cataratto, trebbiano, inzolia e grillo, ha subìto un radicale rinnovamento grazie alla valorizzazione di alcune varietà autoctone come il nero d'Avola e l'introduzione di vitigni internazionali quali Chardonnay, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon. E' dal 1638 in poi che il villaggio rurale venne chiamato Menfi, che sostituì il nome di Burgiomilluso, di Burgibelluso, di Burgio, di Borgetto, nomi che avevano caratterizzato il territorio ed il casale. Il borgo fu ricostruito sull'antico casale arabo di Burgimilluso.

Nel 1968 il paese subì numerosi danni causati dal terremoto che sconvolse la Valle del Belice. Un nome illustre menfitano fu quello del celebre musicista Antonio Palminteri (1846-1915) che occupò la cattedra di Contrappunto e Armonia del Conservatorio di Milano e fu compositore di due opere liriche, "Arrigo II" e "Amazìlia".

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